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Cambio domicilio

Sono a Villa dei Pini da una settimana esatta, una settimana intera senza fuggire è già di per sé un buon recordo. Me ne sono andata dall’ospedale reparto psichiatria dopo un anno reclusa lì dentro. Sono contenta e sto facendo un bel percorso, o meglio, sto cominciando a fare un bel percorso, sto mangiando, sto ingrassando, sto facendo terapie di tutti i tipi, di gruppo, individuali, di espressione artistica e non, sto lavorando sulle emozioni che per troppo tempo ho messo a tacere tamponando tutto con le abbuffate e/o col vomito. MI sto piano piano ricostruendo. Sto bene, sono pienissima ogni volta dopo i pasti ma sono felice. Ho la sensazione di stare  ametà tra la paura il terrore di guarire e la felicità di farlo veramente bene, di guarire se non completamente, almeno di vivere in maniera dignitosa, vivere almeno provare a vivere fino  in fondo. Qui abbiamo il giardino possiamo fumare e paradossalmente sto fumando anche meno avendo sempre le sigarette a disposizione, così come per i caffè, ne prendo solo due al giorno, ho abbandonato gomme e dolcificante e mi sto approcciando in modo sano alla nuova me stessa. Non ci voglio mai più tornare in psichiatria, mai più, il mio posto è la fuori, tra gli esseri umani. Io sono una donna, e tale devo ritornare, e devo accettarmi per come sono senza il disturbo: una semplice piccola-grande Donna, che mi piaccia o no, è ora di crescere, e qui si cresce in fretta, anche se la testa va a rilento, col corpo la seguo, e mi tranquillizzo pensando che comunque sono ancora in un luogo protetto, poi la sfida è fuori. Ma quale sfida…io voglio semplicemente lasciarmi vivere, darmi questa possibilità. Scusate per i pochi aggiornamenti sul blog ma qui ci tengono fortunatamente impegnate dalla mattina alla sera con colloqui, gruppi ed attività terapeutiche ed arrivo alla sera esausta ma soddisfatta, di essere me.

Sto scrivendo freneticamente, i caffè mi accelerano, le mani non stanno al passo sulla tastiera, scrivo anche su carta, la carta tiene, mi afferra, mi cinge, la penna freme, il babbo risponde, la vita è bella, è veloce, è lenta, è psichiatricamente ancora disturbata ma cento volte meglio di Natale, giorno in cui i dottori dissero a mia madre che non avrei rivisto l’alba dell’indomani. Ora arriva l’esatate, anche se non si vede, la sento io nelle vene pulsare, i minuti si allargano e le ore inchiodano.

Prove di scrittura

Mi è stato commissionato un racconto per una raccolta di giovani autori toscani,ho la testa piena di cose, immagini, scene, frammenti di discorsi, figure di persone….a volte queste cose sono così scintillanti, piene di vita, sento che mi urlano: Scrivici! Ma appena mi siedo davanti al pc e provo a scrivere, mi rendo conto che qualcosa di essenziale è andato perduto. L’esperimento è fallito: non ho prodotto nessun cristallo, e mi ritrovo in mano dei sassi.

Fumo

Tirò un sospiro. -Forse no. Quando sono con te mi trasmetti il tuo stato d’animo. In questo hai una forza incredibile. Influenzi moltissimo gli altri. Perché tu non pensi per niente a chi ti sta intorno. Pensi solo a te. Le persone così sono forti. Capisci, no? Ti coinvolgono completamente. Se tu sei giù, anch’io sono giù. Se sei di buonumore, anch’io divento allegra. Sentii il rumore di un accendino. Probabilmente si era accesa una sigaretta.

Terra e cielo

Betty sta mangiando come un bue, ed è palesemente innamorata. Di chi non si dice, ma ha i cuoricini negli occhi e pensa e scrive tenerezze che non sono da lei ma chi se ne frega, pensa, è il primo sintomo di rinascita, il battito accelerato, il gorgoglio nello stomaco che non è più voglia di vomitare, ma voglia di sognare.